L’artrosi, o osteoartrosi, è una patologia articolare cronica e degenerativa che colpisce principalmente la cartilagine articolare, ma coinvolge progressivamente anche l’osso subcondrale e i tessuti circostanti l’articolazione. Con il passare del tempo, la cartilagine perde elasticità, si assottiglia e si danneggia, riducendo la capacità dell’articolazione di muoversi in modo fluido.
In Italia, l’artrosi rappresenta una delle principali cause di dolore articolare e di limitazione funzionale nella popolazione adulta e anziana. La patologia ha un’evoluzione lenta ma progressiva e può compromettere in modo significativo la qualità della vita se non gestita in modo adeguato.
Approfondiamo l’argomento con il Dott. Michele Corbetta, Ortopedico e Traumatologo presso il Centro Medico SCG di Milano, per comprendere come riconoscere i primi segnali e quali sono le strategie terapeutiche più efficaci.
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Parole chiave
- Cartilagine
- Usura
- Dolore articolare
- Rigidità
- Diagnosi radiografica
- Riabilitazione
- Terapia conservativa
- Protesi articolare
Queste parole chiave riassumono i concetti fondamentali legati all’artrosi. La cartilagine è il tessuto che maggiormente risente del processo degenerativo, mentre l’usura rappresenta il meccanismo principale che porta alla progressiva perdita di funzionalità. Dolore e rigidità sono i sintomi più comuni, mentre diagnosi radiografica, riabilitazione e terapia conservativa costituiscono i pilastri della gestione iniziale della malattia. Nei casi più avanzati, la protesi articolare rappresenta la soluzione definitiva per recuperare mobilità e autonomia.
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Fisiopatologia e fattori di rischio
In un’articolazione sana, la cartilagine consente lo scorrimento fluido delle superfici ossee, riducendo l’attrito e distribuendo uniformemente i carichi. Con il tempo, o in seguito a sovraccarichi ripetuti, traumi o alterazioni biomeccaniche, la cartilagine inizia a deteriorarsi. Questo processo può portare ad assottigliamento, fissurazioni e perdita della normale elasticità.
La degenerazione cartilaginea è spesso accompagnata da modificazioni dell’osso subcondrale, che si ispessisce e diventa più rigido, e dalla formazione di osteofiti, piccole escrescenze ossee che contribuiscono alla deformazione dell’articolazione e alla limitazione del movimento.
L’artrosi può presentarsi come:
- Primaria, quando non è possibile identificare una causa precisa
- Secondaria, quando è legata a fattori predisponenti o condizioni preesistenti
Le principali cause secondarie includono:
- Traumi articolari pregressi
- Malformazioni congenite
- Interventi chirurgici precedenti
- Obesità
- Disturbi metabolici
Principali fattori di rischio
- Età avanzata
- Sovrappeso e obesità
- Traumi o lesioni articolari
- Difetti posturali o malallineamenti
- Predisposizione genetica
- Fattori ormonali, soprattutto nelle donne dopo la menopausa
È importante sottolineare che non sempre esiste una correlazione diretta tra artrosi visibile agli esami radiologici e presenza di sintomi. Alcuni pazienti presentano segni radiografici importanti senza dolore significativo, mentre altri soffrono di dolore intenso con alterazioni radiologiche modeste.
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Sintomi e manifestazioni cliniche
I sintomi dell’artrosi si sviluppano lentamente e tendono a peggiorare nel tempo. I più comuni includono:
- Dolore articolare, inizialmente legato allo sforzo e successivamente presente anche a riposo
- Rigidità articolare, soprattutto al mattino o dopo periodi prolungati di inattività
- Limitazione dei movimenti quotidiani
- Scricchiolii o crepitii articolari
- Gonfiore o lieve tumefazione
- Dolore irradiato, soprattutto nelle forme che colpiscono la colonna vertebrale
Il dolore artrosico è tipicamente meccanico, ovvero peggiora con il movimento e migliora con il riposo nelle fasi iniziali. Con la progressione della malattia, però, può comparire anche dolore notturno o a riposo.
Le articolazioni più colpite sono:
- Ginocchia
- Anche
- Colonna vertebrale
- Mani
- Piedi
Queste sedi sono particolarmente vulnerabili perché sottoposte a carichi ripetuti o stress funzionali quotidiani.
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Diagnosi
La diagnosi dell’artrosi si basa su:
- Anamnesi del paziente
- Esame obiettivo
- Radiografie standard
Le radiografie consentono di identificare:
- Riduzione dello spazio articolare
- Presenza di osteofiti
- Sclerosi dell’osso subcondrale
In alcuni casi, il medico può richiedere:
- Ecografia articolare
- Risonanza magnetica
Questi esami di secondo livello permettono di valutare meglio i tessuti molli, i legamenti e le strutture periarticolari, ma non sono sempre necessari nella prima fase dell’inquadramento diagnostico.
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Trattamento
Non esiste una cura definitiva per l’artrosi, ma è possibile controllare efficacemente i sintomi e rallentare la progressione della malattia attraverso un approccio integrato.
Misure non farmacologiche
- Controllo del peso corporeo
- Attività fisica regolare
- Fisioterapia
- Utilizzo di ausili ortopedici
- Educazione del paziente
Il dimagrimento riduce significativamente il carico articolarе, in particolare su ginocchia e anche. L’attività fisica mirata, con esercizi di rinforzo muscolare e stretching, aiuta a stabilizzare l’articolazione e migliorare la mobilità. La fisioterapia è fondamentale sia in fase iniziale che nei periodi di riacutizzazione dei sintomi.
Terapia farmacologica e infiltrativa
- Analgesici
- Farmaci antinfiammatori
- Infiltrazioni di corticosteroidi
- Infiltrazioni di acido ialuronico
- Terapie strumentali
Questi trattamenti sono finalizzati al controllo del dolore e dell’infiammazione. Le infiltrazioni vengono riservate ai casi in cui il dolore non risponde adeguatamente alla terapia orale. Le terapie fisiche come tecarterapia o onde d’urto sono particolarmente utili nelle fasi subacute e croniche.
Trattamento chirurgico
- Osteotomie
- Artrodesi
- Protesi articolare parziale o totale
La chirurgia viene presa in considerazione quando la qualità di vita del paziente è gravemente compromessa. La scelta della tecnica dipende da età, condizioni generali, livello di attività e grado di degenerazione articolare.
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Prevenzione e prospettive future
L’artrosi è in costante aumento, anche a causa dell’invecchiamento della popolazione e dell’aumento delle attività sportive. La prevenzione gioca un ruolo essenziale e si basa su:
- Mantenimento di un peso corporeo adeguato
- Attività fisica regolare
- Correzione precoce di difetti posturali
- Riduzione dei sovraccarichi articolari
La diagnosi precoce permette di intervenire tempestivamente con terapie conservative, migliorando la qualità della vita e ritardando, in molti casi, la necessità di un intervento chirurgico.
La ricerca ortopedica si sta concentrando sulle terapie rigenerative e sui biomateriali, che potrebbero in futuro offrire soluzioni ancora più efficaci, anche se al momento queste tecnologie sono ancora in fase sperimentale.
In presenza di dolore articolare persistente o limitazione dei movimenti, è sempre consigliabile rivolgersi a uno specialista in Ortopedia e Traumatologia per una valutazione approfondita e per la definizione di un piano terapeutico personalizzato.