loading
Scoliosi dell’età evolutiva: cause, sintomi, diagnosi e cure

La scoliosi dell’età evolutiva è una deformità della colonna vertebrale che compare durante la crescita, tipicamente in bambini e adolescenti di età compresa tra 0 e 18 anni. La scoliosi si manifesta come una curvatura laterale anomala della colonna, spesso associata a una rotazione delle vertebre, e può compromettere l’allineamento strutturale del tronco se non trattata in modo adeguato.

Si tratta di una condizione importante da riconoscere precocemente perché, durante il periodo di crescita, la colonna è più vulnerabile a peggioramenti rapidi delle curve deformanti. In molti casi la scoliosi non causa sintomi evidenti negli stadi iniziali, ma è possibile notare asimmetrie del corpo o alterazioni dell’allineamento posturale.

In questo articolo analizziamo in modo approfondito cos’è la scoliosi dell’età evolutiva, quali sono le sue cause, come viene diagnosticata, quali trattamenti sono disponibili e quali strategie preventive possono essere adottate per gestirla in modo efficace.

—-

Cos’è la scoliosi e come si classifica

La colonna vertebrale è una struttura complessa composta da vertebre, dischi intervertebrali, legamenti e muscoli. In condizioni normali, quando osservata di fronte, dovrebbe apparire diritta. Quando invece la colonna presenta una deviazione laterale di almeno 10° misurata tramite radiografia secondo l’angolo di Cobb, si parla di scoliosi.

La scoliosi dell’età evolutiva è definita come quella che viene diagnosticata tra 0 e 18 anni di vita, durante il periodo di crescita. Questo intervallo comprende diverse sottocategorie:

  • Scoliosi infantile: insorge tra la nascita e i 3 anni circa.
  • Scoliosi giovanile: diagnosticata tra i 3 e i 9 anni.
  • Scoliosi adolescenziale: compare tra i 10 e i 18 anni ed è la forma più comune.

Tra queste, la forma più frequentemente riscontrata è la scoliosi idiopatica adolescenziale, che rappresenta circa l’80% dei casi di scoliosi in età evolutiva e si verifica in soggetti apparentemente sani senza una causa chiara evidenziabile.

Accanto alla forma idiopatica esistono scoliosi secondarie, come quelle:

  • Neuromuscolari, associate a condizioni che influenzano i muscoli o i nervi.
  • Congenite, dovute a difetti di formazione o segmentazione delle vertebre presenti alla nascita.
  • Altre scoliosi secondarie legate a malattie genetiche o traumi.

Comprendere la classificazione della scoliosi è fondamentale perché il trattamento dipende non solo dal grado di curvatura ma anche dalla causa sottostante.

—-

Perché la scoliosi compare in età evolutiva

La scoliosi idiopatica dell’età evolutiva si manifesta soprattutto durante i periodi di rapida crescita scheletrica, in particolare durante la pubertà, quando le ossa allungano rapidamente e possono svilupparsi disallineamenti della colonna.

Le cause esatte della scoliosi idiopatica non sono ancora del tutto chiare. Il termine “idiopatica” significa infatti che non è possibile attribuire la deformità a un’origine specifica o a una condizione medica nota.

La ricerca suggerisce però che diversi fattori possono concorrere allo sviluppo della scoliosi:

  • Fattori genetici: studi indicano che circa il 30% dei soggetti con scoliosi idiopatica ha familiari con la condizione, suggerendo una componente ereditaria.
  • Crescita asimmetrica della colonna: quando alcune parti della colonna vertebrale crescono più rapidamente di altre, la colonna può deviare lateralmente.
  • Squilibri muscolari o posturali: anche se non sono cause dirette, possono contribuire alla progressione della curva.
  • Fattori ambientali e ormonali: studi recenti suggeriscono che alimentazione, fattori endocrini e altri elementi della crescita possano influenzare l’evoluzione della scoliosi.

È importante notare che la scoliosi idiopatica non è causata da cattiva postura, dallo zaino pesante o da attività routinarie quotidiane, come spesso si crede.

—-

Come si manifesta la scoliosi nei bambini e negli adolescenti

La scoliosi in età evolutiva può essere asintomatica nelle fasi iniziali, soprattutto quando la curva è lieve. In molti casi non provoca dolore, e viene spesso notata da genitori o insegnanti prima che il bambino stesso riferisca fastidi.

I segni da osservare includono:

  • Asimmetria delle spalle: una spalla può sembrare più alta dell’altra.
  • Scapole sporgenti o non allineate: la prominenza di una scapola può aumentare quando il bambino si piega in avanti.
  • Squilibrio del tronco: il corpo può sembrare inclinato da un lato.
  • Asimmetria dei fianchi o della vita.
  • Nel caso di curve più significative, può comparire affaticamento o dolore lombare o dorsale dopo prolungata attività o posizione in piedi.

L’osservazione delle asimmetrie corporee è spesso il primo passo per sospettare una scoliosi e richiedere una valutazione specialistica.

—-

Diagnosi: come viene valutata la scoliosi

La diagnosi della scoliosi dell’età evolutiva si basa su una combinazione di valutazione clinica e esami strumentali.

Valutazione clinica

Il medico effettua un esame fisico per osservare l’allineamento della colonna vertebrale e rilevare eventuali asimmetrie. Un test semplice e molto utilizzato è il test di inclinazione in avanti (Adams test), durante il quale il bambino si piega in avanti: in presenza di scoliosi, una convessità risulterà più evidente.

In alcuni casi viene utilizzato uno strumento chiamato scoliometro per misurare l’inclinazione del tronco e valutare se sia necessario procedere a esami di imaging più approfonditi.

Esami radiografici

La conferma diagnostica avviene tramite radiografia della colonna vertebrale in piedi, che permette di misurare con precisione l’angolo di curvatura della colonna tramite il metodo di Cobb.

I valori dell’angolo Cobb sono utilizzati per classificare la scoliosi in:

  • Lieve: inferiore a 20°
  • Moderata: tra 20° e 40°
  • Severa: superiore a 50°

La radiografia può evidenziare non solo l’entità della curva ma anche la presenza di rotazioni vertebrali, che sono caratteristiche di una scoliosi strutturale, cioè non correggibile volontariamente dalla persona.

Diagnosi differenziale

È importante distinguere la scoliosi strutturale da un semplice atteggiamento scoliotico, una postura alterata senza deformità ossee reali, che non presenta rotazione vertebrale e può migliorare con esercizi posturali.

—-

Trattamenti disponibili

La strategia terapeutica per la scoliosi dell’età evolutiva dipende da diversi fattori, tra cui l’età del paziente, la gravità della curva, il rischio di progressione e la presenza di sintomi.

Osservazione e monitoraggio

Nei casi di curve lievi (<20°) e in periodi in cui la crescita è lenta, può essere indicato un monitoraggio periodico con controlli clinici e radiografici. L’obiettivo è verificare se la curva progredisce nel tempo prima di intervenire con altre misure.

Corsetti ortopedici

Per curve moderate (20°-40°) e nei pazienti ancora in crescita, l’uso di corsetti ortopedici è una opzione consolidata per cercare di limitare la progressione della deformità. Questi dispositivi, come il TLSO (Thoracic-Lumbar-Sacral Orthosis) o il Providence brace, applicano una pressione mirata per mantenere la colonna più allineata mentre cresce.

I corsetti non “raddrizzano” permanentemente la colonna, ma possono prevenire un aggravamento significativo della curvatura nel tempo.

Fisioterapia e esercizi specifici

La fisioterapia scoliosi-specifica rivolta da professionisti qualificati può aiutare a migliorare la postura, aumentare la stabilità del tronco e ridurre l’affaticamento muscolare. Alcuni approcci mirano anche a insegnare al paziente movimenti correttivi da utilizzare nella vita quotidiana per contrastare la progressione della curva.

Trattamento chirurgico

Nei casi in cui la curva supera i 40°-50° o continua a peggiorare nonostante il trattamento conservativo, può essere valutata una chirurgia correttiva della colonna, come la fusione spinale posteriore o tecniche innovative come la vertebral body tethering.

L’obiettivo della chirurgia è ridurre l’angolo della curva, stabilizzare la colonna e prevenire complicanze a lungo termine, come deformità gravi o problemi respiratori nei casi più severi.

—-

Perché è importante la diagnosi precoce

La scoliosi idiopatica dell’età evolutiva tende a progredire durante i periodi di crescita rapida, come l’adolescenza. Una diagnosi tempestiva consente di identificare le curve deformanti prima che diventino più severe, aumentando le possibilità che trattamenti non invasivi come corsetti o esercizi specifici siano efficaci.

Inoltre, monitorare la scoliosi fin dalle prime fasi significa ridurre il rischio di complicanze future, tra cui deformità persistenti, dolore cronico o alterazioni della funzione respiratoria nei casi più severi.

 

Scoliosi dell’età evolutiva: cause, sintomi, diagnosi e cure - 1

—-

Conclusioni

La scoliosi dell’età evolutiva è una deformità laterale della colonna vertebrale che può insorgere spontaneamente nei bambini e negli adolescenti durante i periodi di crescita. La forma più comune è la scoliosi idiopatica adolescenziale, una condizione di origine ignota ma multifattoriale che può progredire se non monitorata.

Una diagnosi precoce, basata su osservazione clinica e radiografie, e un trattamento personalizzato — che può spaziare dal monitoraggio alla fisioterapia, passando per corsetti ortopedici o, nei casi più gravi, la chirurgia — rappresentano la strategia migliore per preservare la funzione vertebrale e la qualità di vita dei giovani pazienti.

Intervenire con tempestività e con un approccio multidisciplinare aumenta le possibilità di ottenere risultati stabili nel tempo, limitando la progressione delle curve e prevenendo complicanze a lungo termine.