L’osteoporosi è una condizione caratterizzata da una progressiva fragilità dello scheletro dovuta alla riduzione della massa ossea e al deterioramento della sua struttura interna. Questo indebolimento rende le ossa più soggette a cedimenti e fratture, anche in seguito a traumi di lieve entità. Tra le conseguenze più comuni, soprattutto nella colonna vertebrale, vi sono i cedimenti vertebrali su base osteoporotica, che possono comparire in modo spontaneo o in seguito a sforzi minimi.
Si tratta di una patologia molto diffusa, soprattutto nelle fasce d’età più avanzate, e rappresenta una causa significativa di dolore, limitazione funzionale e riduzione della qualità della vita. Riconoscere precocemente i sintomi e intervenire con strategie mirate è fondamentale per prevenire complicanze e mantenere una buona autonomia motoria.

Fig. 1 – Osso normale
Fig. 2 – Osso osteoporotico (si noti la riduzione del numero e dello spessore delle trabecole ossee rispetto all’osso normale in Fig.1)
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Che cosa accade nell’osteoporosi
Nell’osso sano, la struttura è composta da una fitta rete di trabecole che garantisce resistenza e elasticità. Con l’osteoporosi, questo reticolo si assottiglia e perde compattezza, rendendo l’osso più predisposto a deformarsi e cedere. È proprio questo indebolimento a favorire la comparsa dei cedimenti, in particolare nei distretti anatomici con maggiore quantità di osso spongioso, come le vertebre.
Il cedimento vertebrale può manifestarsi in modo evidente, con dolore acuto e improvviso, ma in alcuni casi può essere inizialmente poco sintomatico, passando inosservato e venendo identificato solo in seguito a un esame radiografico. In entrambi i casi, il rischio è quello di sviluppare progressivi collassi vertebrali, deformità della colonna e compromissione della postura.

Fig. 3 – Vertebra normale (a sinistra).
Cuneizzazione vertebrale secondaria a frattura da compressione su base osteoportoica (a destra)

Fig. 4 – Deformità vertebrale conseguente a frattura su base osteoporotica (a destra).
Si noti “l’incurvamento in avanti” della colonna vertebrale rispetto alla colonna normale (a sinistra)
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Come si manifestano i cedimenti vertebrali
Il sintomo più frequente è il dolore alla colonna, che può insorgere improvvisamente o dopo uno sforzo molto lieve, come sollevare un oggetto leggero o compiere un movimento quotidiano. Il dolore tende a intensificarsi quando si sta in piedi o seduti, mentre migliora con il riposo.
In molti casi è presente anche una marcata sensibilità alla pressione sulla vertebra interessata. Alcuni pazienti riferiscono un dolore localizzato e persistente, altri sperimentano un dolore che limita in modo significativo la mobilità e le attività quotidiane.
Non è raro che il cedimento vertebrale non venga riconosciuto subito, specialmente quando il dolore è moderato. Questo può portare a un ritardo nella diagnosi e a un peggioramento progressivo della deformità vertebrale.
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Diagnosi dei cedimenti su base osteoporotica
La diagnosi si basa innanzitutto sull’esame clinico e sulla valutazione dei sintomi. Uno strumento fondamentale è la radiografia della colonna, che permette di visualizzare chiaramente eventuali collassi vertebrali, riduzioni dell’altezza della vertebra o deformità tipiche dei cedimenti da osteoporosi.
Nel caso di dubbi sulla datazione della frattura o sulla natura del dolore, possono essere richiesti esami di approfondimento come l’ecografia o la risonanza magnetica. Questi esami non rappresentano la prima scelta, ma risultano utili per distinguere una frattura recente da una pregressa e per valutare eventuali coinvolgimenti dei tessuti molli circostanti.
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Percorso terapeutico
Non esiste una cura che possa ripristinare completamente la struttura ossea compromessa, ma è possibile adottare strategie efficaci per ridurre il dolore, stabilizzare la colonna e prevenire ulteriori cedimenti.
Trattamento conservativo
Il primo approccio prevede misure non chirurgiche, tra cui:
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riposo funzionale nelle fasi più dolorose
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uso di corsetti ortopedici, che stabilizzano la colonna e riducono il carico sulla vertebra lesa
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fisioterapia, per mantenere mobilità, rinforzare la muscolatura di supporto e prevenire nuovi cedimenti
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rieducazione posturale, utile per gestire gli adattamenti della colonna in seguito alla frattura
La fisioterapia riveste un ruolo centrale non solo nel recupero, ma anche nella prevenzione di ulteriori collassi vertebrali.
Terapie chirurgiche mini-invasive
Quando il dolore è particolarmente intenso, persistente o limitante, o quando il cedimento compromette in modo significativo la funzionalità, è possibile ricorrere a procedure mini-invasive. L’obiettivo di questi trattamenti è stabilizzare la vertebra fratturata e alleviare velocemente il dolore.
Le tecniche principali sono:
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vertebroplastica, che prevede l’iniezione di un cemento speciale all’interno della vertebra
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cifoplastica, che utilizza un piccolo palloncino per creare spazio e poi stabilizzare la frattura con il cemento
Queste procedure offrono spesso un miglioramento rapido del dolore e permettono una precoce ripresa delle normali attività.


Fig. 5 – Frattura vertebrale a cuneo anteriore (freccia)
Fig. 6 – RM della colonna con evidenza di frattura vertebrale recente (freccia)
Fig. 7 – Esempio di corsetto ortopedico a tre punti per frattura (tipo “Jewitt”)
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Prevenzione e gestione a lungo termine
La prevenzione è un elemento chiave nella gestione dell’osteoporosi. Intervenire sui fattori di rischio e migliorare la salute ossea nel tempo permette di ridurre in modo significativo la probabilità di cedimenti futuri.
Le strategie preventive comprendono:
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mantenere uno stile di vita attivo
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seguire una dieta equilibrata con adeguato apporto di calcio e vitamina D
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monitorare regolarmente la densità ossea, soprattutto dopo la menopausa o in età avanzata
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correggere eventuali deficit posturali o muscolari
Una diagnosi tempestiva dell’osteoporosi e dei primi cedimenti vertebrali permette di impostare un trattamento mirato e di preservare la qualità della vita, evitando complicanze più gravi.

Fig. 8 – Vertebroplastica:
a. Introduzione delle cannule
b. Iniezione del cemento acrilico nel corpo vertebrale

Fig. 9 – Cifoplastica
a. Introduzione di palloncino espandibile
b. Gonfiamento de palloncino
c. Iniezione del cemento acrilico
Bibliografia
(1) Vertebroplasty and kyphoplasty: complementary techniques for the treatment of painful osteoporotic vertebral compression fractures. A prospective non-randomised study on 154 patients. Lovi A., Teli M., Ortolina A., et al. Eur Spine J. 2009 Jun;18 Suppl 1:95-101